C’N'C Costume National. All’improvviso la Realtà.
Sarà per i colori praticamente inesistenti o dosati al minimo indispensabile in questa Collezione Spring/Summer 2010 di Costume National, dove il nero predomina in un’atmosfera per una primavera che all’improvviso diventa inadeguata alla sua canonica visione di fiori, aria e colori che diventano caldi. Sarà per la gestione delle stampe sulle stoffe, colori che si sfumano in semplici variazioni che, in fondo, non dimostrano tutta la grandezza dell’anima, ma soltanto brevi spruzzi, appunto, di colore.
Sarà per le lunghezze, corte dappertutto, persino nelle maniche delle giacche per l’uomo, dove pure si accoglie un’espressione meno ingombrante, forse persino più spensierata. Sarà perchè gli intarsi delle stoffe di differenti colori non salvano la situazione.
Sarà per tutto questo, ma è come se all’improvviso appaia la Realtà. Grigio e nero che cercando di fondersi, ma rimangono estensioni lineari, fredde. Laddove il grigio perlato degli abiti maschili riapre invece uno spiraglio di luce e di aria.
Il cortissimo non suggerisce soluzioni a questa atmosfera pesante. Quella stessa atmofera di risveglio dal sogno, dall’illusione. Da buco nell’ozono che comunque esiste nonostante il cielo completamente azzurro.
Le nostalgie si riflettono sulle stoffe che abbracciano il corpo e lo rendono, per un momento molto breve, morbido e partecipe. Altrimenti tutto si ridimensiona ad una donna che, pesantemente, aggiorna sè stessa in base ai cambiamenti climatici.

Jacobs cura la scelta dei colori, una tavolozza assolutamente non banale, che sfuma e fa diventare preziose le tonalità del verde, del rosso, riesce a rendere interessante perfino il colore rosa. Nelle costruzioni architetturali modella la stoffa per renderla sottile, ma nello stesso tempo presente, accenna toni classici, ma mai pesanti. Alla fine il concetto è quello di una donna assolutamente lucida verso sè stessa ed attorno a sè. Emanazione di respiri: di sollievo, di naturalezza, di una stabilità serena, di una semplicità che non ha bisogno di altro. Ed in questo caso semplicità non fa mai rima con banalità.
Solo il colore, le geometrie, gli spruzzi e l’estensione delle sfoffe per arrivare ad ottenere spalle troppo importanti o ricordi vaghi di leggerezze ballerine. Solo questo riesce a comunicare un’essenza di movimento nel senso positivo del termine ed inteso in ogni senso, perchè la Collezione di 

I colori che invece Stella Mc Cartney ha proposto per la Summer/Spring 2009 sono colori cipriati per proposte che lasciano evidente l’importanza del taglio corto. Liberano con dolcezza.
Rolland ama costruire, la stoffa diventa argomento scultoreo, ma riesce, comunque, a delineare il tutto in modo delicato. La delicatezza diventa la parola d’ordine. Dimostrando che anche qualcosa di estremamente concreto, materialmente evidente può allo stesso tempo portare e dimostrare un’essenza impalpabile.
Non è tanto l’utilizzo dei colori che colpisce (a volte sembrano sforzati e si adeguano a tagli monastici), quanto la rappresentazione di una donna che non circumnaviga sè stessa.



